SECONDO GIORNO




Ore 11.00 – Caffetteria Non solo Caffè, Via XXV Aprile 75

Vito Maurantonio dialoga con Giorgia Brandolese

E non dimenticare di sorridere (ed. VJ)

Una raccolta di poesie ricche di emozioni, sensazioni e sentimenti che, con schiettezza, provano a marcare il territorio del coraggio, della rabbia, della passione, dei valori che l’era moderna assopisce o amplifica in modo frustrante e quasi inconsapevole, attraverso la distrazione mediatica e social e attraverso l’apparire, che assume più importanza dell’essere se stessi.


Ore 16.30 – Porticciolo 7 Moli, Via Selmi

Annalisa Boschini dialoga con Nicola Cavallini

Le reggitrici (ed. Apogeo)

Le reggitrici sono femmine ribelli e appassionate, dolenti e caparbie, sullo sfondo del vecchio Po che, bolso e paziente, infinito e spietato, generoso e profondo come i suoi gorghi, i suoi misteri, i suoi borghi e i suoi morti annegati, procede lento verso il suo delta. Un omaggio alla figura mitizzata, amata, a volte invidiata della “rezdora”.


Ore 18.00 – Municipio di Polesella, P. zza Matteotti 11

Cristina Brondoni dialoga con Consuelo Pavani

Voglio vederti soffrire (ed. Clown Bianco)

Un ispettore di polizia ferito viene assistito da un’infermiera che si innamora di lui. Non ricevendo le attenzioni che si aspetta, l’infermiera decide di vendicarsi. Ma la sua vendetta non coinvolge solo il poliziotto, assumendo ben presto i connotati di una roulette russa spietata.


Ore 19.00 – Gelateria Polo Nord, Corso A. Gramsci 280

Roberta Marrelli dialoga con Marcello Bardini

L’odore dei tigli di maggio (ed. Al.Ce)

Un romanzo autobiografico ambientato a Ferrara prima, durante e dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia nel maggio 2012. Una prova d’amore per una città che sin dall’antichità ha fatto innamorare artisti e scrittori, che nelle loro opere l’hanno cantata.


Ore 21.00 – Sala degli Agostiniani, P.zza Matteotti 11

Sandro Abruzzese dialoga con Riccarda Dalbuoni

CasaperCasa (ed. Rubbettino)

Tra le pagine di taccuino del protagonista, un insegnante in anno sabbatico dopo un matrimonio fallito, ci imbattiamo in personaggi sradicati o sorprendenti, nello spazio allargato della città ideale – Ferrara – dove il protagonista cartografa città e pianura e impara a leggere la crisi. Un reportage involontario, ironico e disarmante, di una ricerca di senso condotta con tenacia e leggerezza.